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IL RISCATTO DI CELSO Il filosofo Origene si è impegnato nella difesa della nuova religione, il Cristianesimo, contro gli attacchi della cultura pagana.  Grazie a Origene, il suo accusatore, si conferma essere Celso, del quale si sono perse le opere. E Celso, si prende una rivincita, perchè oggi si può constatare come la Chiesa si sia a sua volta appellata, più volte, nel corso del tempo e degli anni, alla ragione e alla legge per la propria legittimazione.  Epicuro è uno dei rappresentati filosofici dell'ellenismo; Origene considera Celso un epicureo, perchè equipara epicureismo ad ateismo.  In realtà sembra che Celso appartenesse alla seconda sofistica, nata sotto l'imperatore Adriano.  Più che negare l'esistenza degli dei, in realtà Epicuro nega il loro interesse per le vicende umanee2 
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I MAESTRI DI CLEMENTE ALESSANDRINO Tessore sottolinea l'importanza del fatto che Clemente Alessandrino sia vissuto solo un secolo dopo Gesù.  Attraverso la diretta "linea educativa" Cristo-Giovanni-Panteno-Clemente quest'ultimo ha potuto raccogliere gli insegnamenti trasmessi per via orale, di bocca in bocca, da coloro che hanno condiviso l'esperienza stessa di Gesù.  
  DALLA REGOLA : L'IMPORTANZA DELLA LETTURA    A tutti i monaci è prescritto solo l'ascolto; ai superiori è riservato commentare eventualmente la lettura . -San Benedetto raccomanda un silenzio assoluto durante la consumazione del pasto, perchè nulla disturbi l'ascolto e la comprensione del brano che viene letto. -Il monaco lettore è costretto al digiuno , cioè a rimandare il pastoe, in segno di umiltà, a consumarlo con gli inservienti.
  DALLA REGOLA : SEVERITA' E COMPRNSIONE NELL'EDUCAZIONE   -La correzione dei fanciulli in età minore:   I fanciulli e gli adolescenti, quando commettono qualche colpa, o siano puniti con digiuni prolungati o con gravi battiture, perchè si correggano. -I vecchi e i fanciulli: Si abbia sempre presente la loro debolezza e non siano tenuti alla severità della regola quanto all'alimentazione, ma si trattino con benevola discrezione e anticipino le ore dei pasti. -La correzione di quelli che sbagliano in coro: Se qualcuno sbaglia e non si umilia davanti a tutti con una penitenza, sia sottoposto a una pena più severa, perchè non ha voluto correggersi con umiltà dell'errore commesso per negligenza. I fanciulli, invece, per una tale colpa siano battuti. -La correzione di quelli che sbagliano in qualsiasi altra cosa: Se qualcuno, mentre è occupato in un qualsiasi lavoro causasse qualche danno, e non si presentasse subito davanti all'abate e alla c
EDUCAZIONE E SALEVEZZA Nel 610 Maometto riceve la rivelazione che sarà poi messa per iscritto nel CORANO. L''opera non presenta trattazioni organiche, ma fornisce le indicazioni utili al buon credente.  Esso a quindi, nell'insieme, un carattere educativo in vista della salvezza personale da ottenere nell'altra vita. Sono disseminate poi qui e là effettive indicazioni di carattere pedagogico sul comportamento che i figli devono tenere verso i genitori, ma anche sul modo in cui questi devono allevare la propria prole.  IL Dio dell'islam è da un lato severo, e quindi può ricordarci più il signore dell'antico Testamento che quello dei Vangeli; d'altra parte egli è però disposto ad accogliere coloro che si pentono.  La sorte di ciascuno dipende dal comportamento tenuto in vita : questo significa affermare che che ciascuno sarà " il contabile di se stesso."
IL MONDO E' ORDINATO  Severino Boezio ha composto " la consolazione della filosofia", scritto in carcere tra il 523 e il 524. In questa opera immagina che, nelle vesti di un' anziana signora, gli appaia la Filosofia per rivelargli che il mondo non è caotico, bensì ordinato.  La Filosofia dimostra a Boezio che egli dà così importanza a eventi della sua vita, come l'essere "esule" e spogliato dei propri beni, per la malattia che ha offuscato la sua ragione.  Alla fine Boezio riconquista una scintilla di verità che ci salverà, e questa è la consolazione che nei mali può fornire la filosofia.
IL MAESTRO INTERIORE  Questo brano chiarisce il ruolo limitato ma importante del linguaggio rispetto alla conoscenza della verità.  Agostino, in questo dialogo con Adeodato afferma che l'unico vero maestro di tutti è dei cieli. Che cosa voglia dire poi "nei cieli" egli stesso ce lo insegnerà con dei segni, facendoci ammaestrare tornando interiormente a lui.  Amarlo e conoscerlo è la vita beata, che tutti gridano di cercare, ma pochi si rallegrano di averlo veramente trovato.   Adeodato invece, dalle parole di Agostino, ha imparato che l'uomo con le parole è sollecitato a imparare e che è molto poco ciò che del pensiero di chi parla appare tramite il messaggio : se poi si dicano cose vere, lo insegna solamente colui che, mentre parlava esteriormente, ci ha ricordato che abita nell'interiorità.